“IL RUGBY UNO SPORT PER L’INTEGRAZIONE “
Domenica 11 maggio 2008, presso il Campo della Unione Rugby Capitolina, si svolgerà la XII edizione del Torneo di minirugby “Piero Gabrielli” - under 7, 9, 11, con la partecipazione di dieci / dodici clubs di Roma e Provincia. Il Torneo è organizzato dalla URC, da ” Mille bambini a via Margutta onlus”, dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play e dall’HDI Assicurazioni.
Partecipano al torneo, ogni anno, per sfatare la leggenda che il rugby è uno sport solo per uomini, moltissime bambine, alcune delle quali si sono dimostrate più veloci e più brave dei maschietti.
La onlus della URC, inoltre, quest’anno, ha iniziato, in collaborazione con la Associazione Persone Down, una sperimentazione di integrazione attraverso il gioco del rugby ( da noi fortemente sostenuta da oltre dieci anni e documentata da un video sul sito www.capitolina.com, ): ragazzi con e senza problemi insieme in campo, contro l’abbattimento delle barriere culturali.
In questo torneo non ci sono né vinti né vincitori, si gioca con lo spirito del Fair Play, lealtà, amicizia, solidarietà, ideali del rugby, che hanno ispirato, nel 1975, Piero Gabrielli ( insieme ai compagni di gioco Paolo Rosi e Bubi Farinelli e con il sostegno del “Pacchetto di mischia” della Rugby Roma e della Nazionale degli anni ’50 ) a fondare il movimento culturale “mille bambini a via Margutta”, con lo scopo di informare per la prevenzione delle disabilità e per la difesa dei diritti civili delle persone disabili.
Come ogni anno i premi sono improntati esclusivamente all’insegna del Fair Play e costituiti, soprattutto, per desiderio dei ragazzi, al 90% da palloni. Nella occasione sarà inoltre attribuito, con una targa, il Premio “Bubi Farinelli” al miglior giocatore di rugby romano juniores 2007.
Nel rugby si insegna lo spirito del Fair Play: ” lealtà nel gioco”, rispetto delle regole e solidarietà nei confronti dell’avversario, al quale allungare sempre una mano - come diceva Piero Gabrielli - per rialzarsi dopo un placcaggio violento.”
“Il rugby, come sport educativo e terapeutico, è da prendere in seria considerazione nella scuola, specialmente per quei ragazzi cosiddetti "a rischio", perché provenienti da realtà sociali compromesse a livello familiare o ambientale.
Il rugby costituisce uno strumento essenziale di integrazione sociale e di educazione sportiva.
Fair Play e norme di comportamento sportivo sono le prime leggi che un ragazzo è tenuto ad osservare e che vanno rispettate, per fare di lui, nel futuro, un buon cittadino.





