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2 - Quel gruppo di amici

Bubi Farinelli dal libretto rugby etica di uno sport

"...anche io ho giocato a rugby e naturalmente con la squadra più bella e più forte del mondo perché se è vero come è vero che il rugby è lo sport della gioventù e dell amicizia , l essere giovani nell immediato dopoguerra era una cosa meravigliosa , con la sfrenata voglia di vivere che tanti incubi e Tante privazioni ci avevano dato, e la nostra amicizia che ancora dura, è forse uno dei sentimenti più limpidi che ci siamo trascinati nella vita………………….ed inoltre eravamo anche bravini ,se ci invitavano continuamente a faree tournee all estero,spagna, francia, gran Bretagna,Irlanda,cecoslovacchia, questi erano i nostri itinerari almeno due volte l anno e quando il tratto roma Napoli era già un avventura. Quello che non invidio ai giovani d oggi è la velocità con cui si spostano.  poche ore di rapido e sei già a milano, un paio d ore di aereo a Parigi o londra ,sarà comodo,si, ma non sanno quello che si perdono. Che nostalgia ho dei nostri interminabili viaggi, di notte e giornate intere passate sui legni dei vagoni di 3 classe! Avevamo tutto il tempo di conoscersi e scoprire l amicizia,i viaggi erano lunghi e le fermate interminabili e così ci si parlava , ci si raccontava la nostra vita , i nostri amori, i nostri sogni, le nostre aspirazioni , ognuno sapeva tutto degli altri. Eravamo proprio un a grande famiglia…"


Questi sono gli anni che a Roma si gioca un rugby…… nazionale , infatti dieci su quindici azzurri sono della Rugby Roma.
Nasce la realtà di quel gruppo di amici.
Il 16 aprile del 1955 l'avvenimen to fu di eccezionale importanza allorche una formazione italiana venne accolta a twickenham.,in quel tempio del rugby , piuttosto restio ad ospitare chi non abbia le carte molto in regola.
Le contee di Londra sconfissero i nostri per 22-11.
La formazione della selezione italiana , anch’essa , maglietta verde , pantaloncini bianchi e calzettoni rossi , per la gioia delle centinaia di emigranti, era la seguente:
perrini, ponchia, marini, luise, stievano, mioni, pisaneschi, zanchi, fornari, aiolfi, riccardi, silini, taveggia, matacchini, danieli.
Dopo l'esaltante avventura a Grenoble nel 1963, dove la nazionale azzurra guidata da “ Lolo” Levorato in vantaggio contro la francia fino a pochi passi dalla fine, si vide derubare la vittoria, sul filo del traguardo. Si cercano più opportunità per gli azzurri , per venire in contatto con il rugby mondiale.
Queste occasioni , però non devono offuscare l'immagine dell'Italia che si sta cercando di imporre ai maestri., perciò si decide di mettere in movimento i club italiani , ed allora si trova l escamotage , si va in tournee mascherati da old rugby roma , in ogni caso, così, la faccia sarà salva.
La prima dell'Old Rugby Roma, come superclub, è datata settembre 1963, con un indimenticabile tournee in Inghilterra , la spedizione ,messa in cantiere da una fortuita circostanza della conoscenza rugbistica del nuovo ambasciatore britannico a roma Sir john Ward con l infaticabile Umberto Silvestri, conosciuto nell ambiente rugbistico della capitale , per aver militato negli anni trenta con il XV dell' A.S. ROMA.
Umbertone, riconosciuto da una foto, il diplomatico, fa di tutto per ristabilire i contatti.
Si lancia l'idea di organizzare la tournee britannica per la old rugby roma .
Inizia cosi con una circolare a tutte le società italiane, per richiedere nullaosta dei migliori giocatori italiani in circolazione.
Arrivano adesioni importanti da perrini , ambron al giovane marco bollesan , emilio fusco, lanfranchi e zani ottengono il permesso dal Grenoble e dall agen di unirsi alla comitiva, le società romane forniscono alla selezione, il pilone Gianni romagnoli , La seconda linea eugenio speziali, nonché due freschi prodotti del vivaio bianconero alese e franco gargiulo.
La tournee offre la possibilità a tanti giocatori italiani di entrare in contatto con il rugby ad alto livello, di uscire da quell isolamento tecnico e di contatti ed il 3 settembre 1963 nella paralizzante cornice di twickenham ,l old rurby roma, entusiasma il pubblico venuto numerosissimo con una prestazione memorabile, gli italiani perdono16-14 e d escono tra gli applausi.
Nel maggio 1964 gli Harlequins restituiscono la visita, rendendosi protagonisti di un match al campo dell'Acqua Acetosa esaltante.
L'anno successivo la tourneè verrà ripetuta sempre all'Acqua Acetosa, è indimenticabile l'incontro con il Vienne.

Qui la rugby roma , come superclub,affronta una titolata squadra francese.
Tutte sfide che non consegnano il ” cap”ai giocatori , perché di club e non ufficialmente organizzate sotto l'egidia della FIR.
Tutto quell entusiasmo, non si ripercuote in spinta per creare un movimento intorno alla nazionale, infatti dobbiamo aspettare nove lunghi anni.
E nel 1973 quando, per la prima volta, la FIR, decide di mettere in piedi per la nostra nazionale ,una tournee degna di tale nome, la squadra all inizio dell estate del 1973 andrà in Sudafrica per entrare in contatto con il rugby di altissimo livello.
La tourne diventa un momento chiave della vicenda azzurra , è la prima volta che per un periodo così lungo si ha l opportunità di giocare contro i maestri , vivere insieme esperienze uniche ,formare una vera squadra , capire cosa sia il rugby lontano dai propri , limitati ,confini.
Gli azzurri , accolti ovunque con amicizia ed entusiasmo, disputarono nove incontri , Affrontando rappresentative regionali molto forti, tutte con una storia ed un prestigio da difendere , tutte poco disposte a fare concessioni, Marco Bollesan individuerà per sempre il mese trascorso in sudAFRICA , la svolta data ad una mentalità chiusa, il primo passo verso quella crescita che si attendeva da tempo..

Una sola vittoria otto sconfitte , una rivolta contro schemi costituiti, un gruppo di avanti solido ed una nuova mentalità,il cui scopo è quello di giocare a rugby , nello spirito del rugby.
Così succede che in una gelida serata di ottobre dello stesso anno, a Milano, con l'arrivo di una squadra australiana altamente titolata, il randwicck Sydney,si cerca di mettere in piedi una squadra solida ,una selezione che non vada in crisi al primo impatto con gli avversari.
Ecco che rispondono all invito gli azzurri mazzucchelli , bona, salsi,lazzarini,il capitano della Rhodesia murphy, i sudafricani babrow e nurse, l inglese di Roma rick greenwood ,ex capitano della nazionale di sua maestà britannica.
Ne esce una partita vibrante e fiorisce l idea di dare continuità a questa esperienza , riunire uomini che abbiano carisma e capacità , purchè interpretino lo spirito del rugby per promuovere il gioco nell essenza più pura.
CAMPIONI DI UN TEMPO 1949 - Acqua Acetosa - Leonardo Riccioni, infortunato, esce sorretto da Enrico Rossini e Franco Perrini - sullo sfondo preoccupato Umbertone Silvestri
Non passano due mesi che Inconsciamente si ripercorre ciò che successe in una taverna di bradford nel 1890 quando lord w.c.carpmael parlando ai suoi amici del blackneath davanti ad un piatto di ostriche e ad una pinta di birra , diede vita alla leggenda dei barbarians, il famoso club ad invito senza sede e senza dirigenti ,il cui motto è “Il rugby è un gioco per gentiluomini di tutte le classi sociali ,ma non lo è per un cattivo sportivo , a qualsiasi classe appartenga “

Sito in fase di allestimento. - Per informazioni : info@millebambiniaviamargutta.org
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