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E' venuto dall'Australia per incontrare il mondo del rugby italiano.
Protomoteca

Sabato, 14 febbraio 2004


David Campese: ieri e oggi.

Il più grande campione di rugby, il miglior giocatore degli ultimi vent'anni, un fenomeno che difficilmente sarà possibile rivedere.
Tra tutti i grandi che ci sono e ci sono stati, lui, David Campese, inconfondibilmente gioca d'astuzia, di anticipo. La sua eleganza è simile a quella della gazzella di thompson.
Lui non insegue l'avversario, lo anticipa, lo aspetta passare, lo tocca, gli leva la palla e scappa.
Ancor oggi, nonostante gli anni, lo abbiamo visto sul campo della URC, sembra applicare ogni volta la legge del "minimo mezzo", quella legge fisica in cui col minimo sforzo si ottiene il massimo risultato.
Accolto a Roma dal Comitato "mille bambini a Via Margutta" e partecipe sabato 14 febbraio della manifestazione alla Sala della Protomoteca in Campidoglio
Più di 500 persone del mondo del rugby, in Protomoteca di cui circa 200 ragazzi dagli under 7 agli under 15 delle squadre dei clubs Rugby Roma, Lazio Primavera, Frascati, Viterbo, CUS Roma, tutti a ricevere il più bel libro sul rugby: Il rugby: etica di uno sport.
Scritto da Bubi Farinelli - capitano della rugby Roma e 7 volte nazionale negli anni '48/50 - e pubblicato nel 1976 dal suo grande amico e campione di rugby, Piero Gabrielli, in un cofanetto di 15 volumi con altri autori tra i quali Peppino De Filippo, Sergio Saviane., Fiorenzo Fiorentini.
La manifestazione, presentata dal Comitato mille bambini a via Margutta, fondata da Piero Gabrielli,, che da trent'anni conduce campagne di informazione per la prevenzione degli handicap organizzando convegni scientifici ed iniziative per l'integrazione, tra le quali la manifestazione dei disegni dei bambini da tutto il mondo esposti in Via Margutta ed il laboratorio teatrale come esempio di integrazione.
Quando vent'anni fa iniziò l'attività teatrale con Gli Uccelli di Aristofane, interpretato da ragazzi con e senza problemi di comunicazione ( con e senza handicap ), nessuno avrebbe immaginato che il lavoro sulla scena avrebbe avuto in seguito un valore terapeutico, sia per i "sani" sia per i "non sani".
Nel suo libro Bubi Farinelli racconta come il rugby racchiuda in sè molte caratteristiche di sport educativo e terapeutico.
Sport che dovrebbe essere preso in seria considerazione, come dice Giorgio Andrioli del Comitato mille bambini, dalla scuola come esempio di integrazione, oltre che per ragazzi portatori di handicaps anche per quei ragazzi cosiddetti " a rischio" in quanto provenienti da realtà sociali e familiari " compromesse". A rugby giocano tutti i ragazzi di una classe di scuola, grasso, basso, alto, magro." E quei ragazzi, al limite dell'obesità o molto robusti ( che non trovano facilmente posto in una squadra di calcio, o di pallavolo, o basket), magari averceli poi in squadra"
"La delega educativa che i genitori affidano allo sport", dice Giorgio de Tommaso del Comitato mille bambini, "in questo caso il rugby ( ma questo vale anche per altri sport ) non ha mai deluso".
"Quello che sembra violenza za, è velocità e astuzia, guidate da regole ferree alle quali ci si deve attenere scrupolosamente. Non si vince con l'inganno, ma con la volontà e l'intelligenza, senza mai sottovalutare l'avversario, al quale, se placcato duramente si deve poi allungare una mano per aiutarlo a rialzarsi."
" Nel Torneo Piero Gabrielli e nel Brucato le premiazioni sono sempre state impostate al Fair Play il cui Comitato Nazionale e la stessa FIR destinano i premi: si premia chi ha avuto durante il gioco il comportamento più leale e non chi ha segnato più mete."
" Già in alcuni clubs di Roma, la URC e la Rugby Roma, giocano con ottimi risultati ragazzi portatori di handicap."
Gianni Rivera, grande campione ed Assessore allo Sport, rappresentando i saluti del Sindaco Veltroni, ha recepito il messaggio degli organizzatori, impegnandosi a studiare eventuali strategie con gli organi scolastici per inserire il rugby nei piani educativi.
Renato Speziali, Consigliere Delegato FIR, ha speso anche lui molte parole su questo argomento con l'impegno di veder realizzare un torneo studentesco nel prossimo anno scolastico.
Il Presidente del fair Play Alessandro Nati ha esaltato le qualità di lealtà che ancora il gioco del rugby diffonde.
Mascioletti, allenatore della URC, ha incitato i ragazzi a non mollare mai: con lo sport è possibile vincere i momenti difficili che l'adolescenza ha e li ha invitati a confidarsi con gli allenatori se qualcosa non va nella propria vita. Insieme è possibile superare gli ostacoli della vita.
Oltre ai ragazzi c'erano gli Old Rugby Inglesi del Club Saint Benedicte College che nel pomeriggio incontravano gli old italiani al campo della URC. Ad essi è stata consegnata una lupa di Roma per ricordo della giornata.
Miglior giocatore romano di rugby è risultato Franco Spazzolini, terza linea dell'URC al quale è andato il premio Fair Play..
E' stato proiettato un bel filmato, realizzato dall'Ufficio Studi della FIR, che esaltava i valori educativi ed etici del rugby con bellissime mete alcune delle quali di Campese.
I ragazzi hanno letto alcune frasi sul rugby, scritte dagli under 7 in occasione del IX torneo "Piero Gabrielli" e riprodotte sul libretto di Bubi Farinelli.
Sono stati ricordati i tre grandi campioni di rugby del passato ed amici nella vita, Bubi Farinelli, Piero Gabrielli e Paolo Rosi,tra i fondatori del minirugby.
David Campese ha partecipato a tutto il convegno con interesse, parlando in italiano e firmando centinaia di autografi, sotto l'assalto di 200 ragazzini impazziti.
Ad ogni ragazzo è stato consegnato un libretto sul rugby ed una maglietta mille bambini.
Poi una foto di gruppo sotto al cavallo di Marcaurelio.
Campese alle 14.30 era a giocare con la maglia della Rugby Roma nel torneo degli old rugby al campo della URC.
E' stato uno spettacolo poterlo ammirare.
Quando tutti erano già sporchi e sudati, Campese anche lui sudato, aveva maglietta, pantaloncini e calzettoni puliti ed aveva già realizzato due mete e passata la palla sotto linea di meta.
" Non si gioca con i muscoli, ma col cervello" mi ha detto nell'intervallo.
Campese la mattina prima si era presentato all'Acqua Acetosa in tuta e scarpe da ginnastica e si era allenato con gli stupiti giocatori di serie C della H demia.
Tutti lo hanno riconosciuto e non credevano ai propri occhi.
C'è chi lo ha scritto anche su internet, "credevo di sognare, era Campese, con noi, ed io c'ero".
Campese ha ribadito quello che il Comitato mille bambini ha ipotizzato: portare il rugby nelle scuole ed in periferia per realizzare progetti educativi, ma soprattutto alla ricerca anche di nuove leve.

Roma 20.2.2004 gdt

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